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Feb 01 2004

Un modo nuovo di amministrare

di  partecipare  Ora:15:56  Categoria: Il Giornalino elettorale    Stampa Articolo


(di Massimo De Franceschi e Diego Caldognetto )

Dopo l’uscita del primo giornalino ampio è stato l’interesse e la curiosità nei confronti soprattutto del metodo partecipativo da noi proposto.

Molti sono stati gli incontri personali e le riunioni nelle quali abbiano spiegato la capacità del nostro metodo di dare le giuste risposte alle esigenze del paese.

Ampi i consensi fino ad ora raccolti.

Per rispondere ulteriormente alle molte domande posteci in questo numero del giornalino proponiamo una tabella che mette a confronto in modo sintetico il metodo tradizionale d’amministrazione con il nuovo metodo partecipativo.

diegoSicuramente leggendo la tabella sopra saranno sorti dubbi, curiosità, perplessità.
Qui sotto ne trovate alcuni, se ne avete altri contattateci.

Troppo bello per essere vero!

Non funzionerà mai!

E’ un metodo utopistico.

 

Falso. Il metodo partecipativo è già stato applicato in alcuni comuni italiani e in molte città straniere.

E’ utilizzato da vari anni e ha prodotto risultati eccellenti.

 

Dove è stato applicato il metodo partecipativo?

In Italia, in modo totale, a:
Grottammare-AP (dal 1994), Pieve Emanuele-MI (dal 2002), Vimercate-MI (dal 2003), Monterotondo-Roma (in fase di attuazione).

Poi in molti altri comuni si è applicato per alcuni ambiti.

In Europa:
la Svizzera, il Land Nordreno-Westfalia in Germania, Manchester in Inghilterra, Saint Denis, Bobigny e Morsang sur Orge in Francia,

San Feiu de Llobregat, Rubi in Spagna sono solo alcuni esempi dell’applicazione di concetti di “democrazia diretta” e “partecipazione”.

Quali sono i risultati principali prodotti da questo metodo?

Gli amministratori dialogano continuamente con i cittadini, le decisioni rispecchiano le reali necessità del paese, prevale un criterio di trasparenza e democraticità, la macchina amministrativa recupera efficacia ed efficienza, aumenta la fiducia nella politica e le persone sono molto più incentivate a partecipare perchè vedono che le loro indicazioni si traducono in scelte concrete.

Sono gli amministratori che devono amministrare, non i cittadini. Non è possibile consultare i cittadini per ogni cosa.

 

I cittadini non saranno consultati per ogni cosa.

Essi parteciperanno alla creazione del “bilancio”, cioè decideranno quali sono le esigenze della comunità e ne stabiliranno le priorità.

Una volta fatto questo sarà compito degli amministratori attuare le scelte dei cittadini.

L’applicazione del bilancio partecipativo viene fatta comunque in modo graduale, aumentando via via nel tempo le materie e le risorse decise tramite il bilancio partecipativo.


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