Mar 02 2004
Così ci vede…. Padre Jean Baptist Traorè
|
Così ci vede…. Per conoscere meglio sé stessi è anche importante porsi all’ascolto degli altri, sentire come gli altri ci vedono. Abbiamo pensato di adottare questo metodo anche per il nostro paese: come ci vede chi vive tra noi ma proviene da realtà diverse? Siamo andati in cerca di qualcuno che potesse aiutarci in questo nostro intento ed abbiamo trovato Padre Jean Baptist che ci ha comunicato, con semplicità, alcune sue sensazioni sulla nostra comunità. Chi è Jean Baptist e perché vive attualmente ad Isola? Mi chiamo Jean Baptist Traorè, il mio paese è il Burkina Faso, uno stato dell’Africa Occidentale. Sono qui ad Isola da quattro mesi, ho studiato tre anni a Roma Scienze della Comunicazione ed ora studio a Padova. Aiuto in Parrocchia e verso la fine della prossima estate rientrerò nella mia terra per lavorare nel campo della comunicazione radiofonica sociale e religiosa. Come sei stato accolto ad Isola? Portare uno sguardo valutativo sulla vita di un paese nel quale vivo solo da poco non è facile e per diverse ragioni tra cui la mia scarsa conoscenza dell’evoluzione della vostra comunità. Date queste premesse, Isola mi ha dato l’impressione di essere un paese ospitale. Ho sempre goduto di una buona accoglienza presso tutti, forse per la mia posizione sociale, ma sicuramente per l’apertura di tante famiglie verso l’estero dimostrata per esempio nelle molte adozioni a distanza o nei molti missionari usciti dalle famiglie isolane. L’apertura verso l’estero mi ha davvero stupito. Tante iniziative di solidarietà e di cooperazione allo sviluppo sono il segno di una società che non si rinchiude se se stessa, ma che mantiene una finestra aperta sul mondo, specialmente il mondo più povero. Da uno sguardo più mirato sulle persone, cosa noti immediatamente? Da quello che vedo, la società isolana ha una fetta importante di componenti anziani. Ho potuto verificare personalmente che tra questi c’è il rischio di isolamento, di solitudine, di sofferenza vissuta nel silenzio. Per fortuna c’è il progetto di una nuova casa di riposo che, mi auguro, saprà rispondere a tutti i bisogni e desideri dell’essere umano della terza e quarta età. Nonostante l’importanza delle strutture qualificate è però insostituibile una rete di relazioni umanizzanti. E dei giovani? Ah, la bella gioventù isolana. Il vostro paese è una società che ha ancora avvenire, nonostante un diffuso senso di smarrimento che ho potuto verificare soprattutto nei giovani. Per smarrimento intendo una diminuzione dei punti di riferimento valoriali a livello religioso, familiare e sociale. Ho però nel cuore tanta speranza e credo che la nuova struttura parrocchiale (i cui lavori dovrebbero cominciare) potrà essere un punto di riferimento sicuro e sereno per tutta la gioventù e per le famiglie. Tra circa sette mesi tornerai nel tuo Paese, il Burkina Faso. Cosa porterai di Isola? Innanzitutto porterò di Isola l’amicizia di tante persone, di tante famiglie e di molti giovani con i quali ho condiviso un pezzo di strada. Questa amicizia non si limita ad un vago sentimento ma si è già tradotta in atti concreti ed ho fiducia che potrà continuare nel futuro. Vorrei avere l’opportunità di accogliervi anche in Burkina Faso per una esperienza di solidarietà umana e cristiana nella nostra terra africana, per conoscere e condividere altre realtà. |
Replica
loggati per postare un commento.
Articolo: Così ci vede…. Padre Jean Baptist Traorè




