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Mag 02 2004

Associazioni e Partecipare: un’intesa sicura

di  partecipare  Ora:16:31  Categoria: Il Giornalino elettorale    Stampa Articolo


 (a cura di Valter Rizzi)

Le numerose associazioni presenti nel nostro comune costituiscono un riferimento essenziale per la nostra lista Partecipare.

Anzi la nostra lista affonda le sue radici proprio nella cultura del mondo associativo, vista la provenienza e le esperienze fatte da molte persone presenti in Partecipare.

Cosa propone PARTECIPARE alle associazioni di Isola Vicentina?

Innanzitutto è fondamentale premettere che Partecipare intende applicare al mondo delle associazioni il principio di sussidiarietà. Significa che l’amministrazione non deve fare ciò che le associazioni già fanno.

L’amministrazione interviene direttamente solo dove le associazioni non arrivano.

Questo perché le associazioni per loro natura sanno offrire servizi, idee, spazi, attività più aderenti ai bisogni dei cittadini e ad un minor costo rispetto a quello che dovrebbe sostenere l’amministrazione. Il compito dell’amministrazione è quello di stimolare e sostenere le associazione, aiutandole ad essere via via sempre più indipendenti.

Questo si ottiene dando a loro: opportunità, spazi e servizi; un adeguato sostegno economico, da decidere insieme; un aiuto al compimento dei molti cavilli amministrativi, legali e fiscali, con cui esse hanno sempre a che fare.

Detto questo, cosa c’è di nuovo nell’idea di PARTECIPARE per gestire ed aiutare questo mondo?

A nostro parere molto. Anzitutto, sono le associazioni che vengono chiamate a decidere per se stesse, a discutere le proprie idee, i propri finanziamenti. L’amministratore di turno si deve fare

interprete di queste richieste, propositore lui stesso, ma non calare le decisioni dall’alto.

Un amministratore che è al servizio di una collettività, che si dà da fare spinto ed aiutato dalle associazioni, che coordina, che smussa gli angoli, che crea le premesse e le opportunità.

Facciamo un esempio, per comodità, relativo alle associazioni sportive su come si potrebbero risolvere i problemi con il metodo amministrativo proposto da Partecipare.

Ipotizziamo di essere già a fine giugno: tutte le associazioni hanno concluso la loro attività sportiva e si inizia con una bella riunione.

Lo scopo è mettere sul tavolo una lista di necessità. Servono strutture.

Quali? Di che tipo? Quante persone potranno utilizzarle?

Da qui deve uscire una lista di priorità. Servono manutenzioni, piccole migliorie negli impianti: altra discussione ed altra lista di priorità (non dimentichiamo che il bilancio di un comune non è un pozzo senza fondo).

Come decidere l’uso degli spazi specialmente se sono pochi?

Ci devono essere criteri semplici, chiari e condivisi. Le associazioni si devono abituare a discutere tra di loro e a fare proposte; l’amministratore diventa un mediatore, un interprete degli interessi di tutti.

Ecco la trasparenza! Ripartizione dei contributi: anche qui bisogna decidere, e di nuovo saranno le associazioni a valutare cosa si vuole privilegiare. Esempio: se si vuole sviluppare il settore giovanile, avranno più contributi

quelle società che curano meglio le squadre più giovani e che, probabilmente, proprio per questo, avranno un maggior seguito; quelle che hanno gli allenatori preparati, con un’apposita istruzione per interagire con i ragazzi e le ragazze; quelle il cui campionato è più lungo e costoso, in funzione anche della categoria; quelle che organizzano attività (es. tornei), che coinvolgano anche i genitori.

Questi concetti andranno poi trasformati in conseguenti criteri economici in modo che ogni associazione conosca l’entità del contributo ad essa destinato prima di iniziare i campionati.

Ecco spiegato che cosa intendiamo per bilancio partecipativo.

La stessa procedura può essere applicata anche in altri ambiti. L’idea è di discutere e decidere prima quello che serve e si vuol fare in modo trasparente, seminando certezza e non ipotesi, offrendo capacità di programmazione. In sintesi:

  • chi decide le regole?  Le associazioni ;
  • chi cambia le regole se non vanno bene?  Le associazioni ;
  • chi deve far applicare le regole? L’amministrazione .

Trasferire questi concetti alle altre associazioni appare molto semplice, i principi possono essere pressoché gli stessi.

Le modalità saranno naturalmente un po diverse, ma a decidere saranno sempre gli interessati.

Vista l’importanza del lavoro che le associazioni svolgono nel nostro comune, questa è la proposta di PARTECIPARE.

A Voi la scelta.


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